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Colloquio di lavoro in Svizzera: preparazione, domande e follow-up
Analizzate la descrizione del posto per individuare le competenze e le responsabilità richieste.
Preparare il colloquio: dall’analisi dell’offerta alla padronanza del proprio dossier
Analizzate la descrizione del posto per individuare le competenze e le responsabilità richieste. Informatevi sull’attività e sulle attualità dell’azienda, sulla sua direzione, sui concorrenti e sulle cifre recenti del settore; consultate anche i media locali come lematin.ch. Secondo lo studio Lee Hecht Harrison, il 57 % dei candidati ottiene un colloquio ogni cinque candidature e servono in media 46 candidature per trovare un impiego in Svizzera.
Conoscete le date dei vostri studi e delle vostre esperienze professionali, nonché i nomi e le funzioni delle persone che vi riceveranno. Preparatevi a spiegare il vostro percorso, le vostre scelte e i cambi di datore di lavoro, oltre a presentare esempi di successi o di situazioni difficili e gli insegnamenti tratti. Un licenziamento dopo un anno deve poter essere spiegato onestamente.
Organizzate la vostra giornata: prevedete il tragitto, stampate il vostro CV e le lettere di raccomandazione, quindi scegliete un abbigliamento adeguato. Siate puntuali e arrivate dieci minuti prima dell’ora prevista.
Statistiche chiave sul reclutamento in Svizzera
- 57%Tasso di successo per un colloquio
- 46Numero medio di candidature per trovare un impiego
Specificità culturali svizzere da non trascurare
La Svizzera è una Confederazione di 26 Cantoni, di cui 17 di lingua tedesca; si parlano anche il francese, l’italiano e il romancio. I recruiter della Romandia possono diffidare dei candidati francesi che credono di essere in terreno familiare: informatevi sulla struttura federale e sulle differenze cantonali.
Mostrate un interesse sincero per il Paese: informatevi sulla sua storia, sui suoi dirigenti e sulla stampa locale. La discrezione, la puntualità e una stretta di mano decisa fanno parte dei codici di cortesia da rispettare. Evitate la familiarità e le critiche all’organizzazione del lavoro locale.
Spiegate la vostra motivazione a lavorare specificamente in Svizzera, al di là del posto offerto. Riflettete alle conseguenze concrete di un cambio di Paese, in particolare per quanto concerne i permessi, le imposte e le assicurazioni.
Domande frequenti e strategie di risposta
Preparatevi a rispondere a domande come: «Mi parli di lei», «Perché vuole lavorare da noi?», «Quali sono i suoi punti di forza e i suoi margini di miglioramento?», «Come gestisce lo stress?», «Come lavora in team?» o «Dove si vede tra cinque anni?». Il recruiter potrebbe anche chiedervi quale valore aggiunto porterete o cosa pensate del vostro ex datore di lavoro.
Utilizzate il metodo STAR — Situazione, Compito, Azione, Risultato — per strutturare le vostre risposte. Per presentarvi, riassumete il vostro percorso in due minuti e mettete in evidenza le competenze utili al posto. Personalizzate le vostre risposte in base all’azienda invece di rimanere sul generale.
Per parlare dei vostri punti di forza, scegliete quelli importanti per il posto. Per un margine di miglioramento, menzionate un aspetto su cui siete progrediti grazie ad azioni concrete. Per lo stress, fornite un esempio preciso di una situazione gestita con successo sotto pressione.
Domande vietate o delicate: cosa il recruiter può (e non può) chiedere
In Svizzera, il colloquio di lavoro è sottoposto ai principi di buona fede e di pertinenza, in particolare secondo gli art. 320 e 328b CO (Codice delle obbligazioni). Il datore di lavoro può chiedere solo le informazioni necessarie per valutare la vostra idoneità a occupare il posto; le domande sulla formazione, sul percorso e sulle prospettive professionali sono generalmente ammesse.
Le domande sui redditi, sul patrimonio, sull’indebitamento, sulla gravidanza o sulle malattie sono ammesse solo se giustificate da ragioni legate al posto. Un estratto del registro delle esecuzioni può essere richiesto per un posto in relazione con valori patrimoniali. Il casellario giudiziario è pertinente solo per determinati posti, in particolare nel settore bancario, nell’insegnamento nella prima infanzia o per la conduzione di veicoli dopo una grave infrazione al codice della strada. Le domande sull’origine sono ammesse solo se si impongono in considerazione dell’ideologia dell’azienda.
Di fronte a una domanda illecita, potete rifiutarvi di rispondere o mentire senza conseguenze giuridiche; dovete dire la verità quando una domanda è legittima. Il datore di lavoro non può consultare il vostro dossier medico senza il vostro consenso espresso. Deve inoltre ottenere il vostro accordo prima di chiedere informazioni a un ex o a un attuale datore di lavoro.
Porre le domande giuste al recruiter
Preparate due o tre domande pertinenti sul posto, sul team o sulle sue sfide. Potete chiedere quali sono gli obiettivi dei primi sei mesi o come si descrive la dinamica del team. Interrogate anche il recruiter sulle prospettive di evoluzione e sulle formazioni proposte.
Evitate di affrontare direttamente il salario già al primo colloquio, ma siate chiari sulle vostre pretese salariali. Una domanda sulle possibilità di sviluppo nel ruolo può mostrare il vostro interesse per l’evoluzione e la vostra volontà di investirvi.
Uno o due giorni dopo il colloquio, inviate un’e-mail di ringraziamento alle persone incontrate e confermate la vostra motivazione per il posto. Prendetevi anche il tempo per fare il punto: individuate le domande alle quali eravate mal preparati, ciò che avete fatto bene e ciò che potreste migliorare.
Chiedetevi se avete potuto dire e chiedere tutto ciò che volevate e se disponete di informazioni sufficienti sull’azienda e sulle vostre future giornate lavorative. Questo bilancio può anche aiutarvi ad adattare la vostra preparazione per un eventuale colloquio successivo.


